Un laghetto per le piante acquatiche: realizzazione e manutenzione / Piante, Fiori e Animali
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Un laghetto per le piante acquatiche: realizzazione e manutenzione

martedì 14 gennaio 2014

Elemento acquatico, natura, verde e biodiversità: in un biolago per le piante acquatiche c’è questo e molto altro.

Per appassionati di giardinaggio acquatico e collezionisti di piante acquatiche

In un ecolago con piante si incontrano più passioni. Prima fra tutte quella del giardinaggio acquatico. Spesso chi sceglie di realizzare un lago naturale per le piante d'acqua è un appassionato di flora acquatica, che ama vedere le fioriture delle diverse specie galleggianti, lacustri, di palude e prendersene cura come si fa con un giardino. In alternativa si tratta di collezionisti di piante d’acqua, ma anche di persone dotate di una spiccata sensibilità naturale.

Le stagioni del lago naturale: un piacere tutto l’anno

Un lago naturale per piante acquatiche è un luogo vivo e vitale, di cui godere tutto l’anno. Le piante possono fiorire tutto l’anno – a partire da maggio con gli iris o le ninfee, che fino a settembre si vestono di fiori galleggianti – o spogliarsi in autunno, colorando il biolago di rosso, giallo e marrone. D’inverno, il biolago accoglie la neve in un paesaggio suggestivo e vaporoso. Un ecolago con piante acquatiche è un lago in cui si vedono passare le stagioni, godendone profumi, colori, emozioni e la vita degli animali che, naturalmente, abitano l’ambiente.

Indubbiamente c’è una funzione decorativa preponderante nel biolaghetto naturale con piante, ma esso è anche un modo di immergersi nella natura, di viverla e scoprirla nei minimi dettagli che la animano, a partire dalla primavera, e che continuano a manifestarsi, in modo più sommesso e solo in apparenza immobile, di inverno.

Costi bassi e manutenzione per passione

Un lago naturale con piante acquatiche è una soluzione ideale anche per chi non dispone di spazi ampi e ha costi di realizzazione abbastanza contenuti. Anche a livello logistico, il biolago per le piante non necessita di grandi profondità. Semmai è utile progettarlo con altezze diverse, capaci di rispondere alle diverse esigenze delle piante. Ninfee e loti, per esempio, necessitano di un’acqua più profonda; mentre le piante palustri amano l’acqua bassa.

Sicuramente, invece, la manutenzione, intesa come cura da parte dell’uomo, è più importante. Le piante necessitano di potatura, pulizia, fertilizzazione… Del resto chi sceglie di realizzare un lago di questo tipo è spesso un appassionato di giardinaggio per cui, più che di manutenzione, è corretto parlare di passione. Le piante acquatiche sono spesso più esuberanti di quelle di un giardino a terra. Se in questo caso, in genere, è necessario aggiungere nuove piante, infatti, nel biolago bisogna semmai tagliare e togliere la vegetazione che tende a invadere l’ambiente e le piante meno irruenti.

Filtrazione e acqua

La presenza di piante spesso garantisce una filtrazione costante dell’acqua, che resta limpida da sola. In altri casi, quando la vegetazione è più rigogliosa, si ha invece un’acqua più ricca e nutriente, non necessariamente trasparente. In altri ancora, addirittura, l’elemento acquatico si sente ma quasi non si vede. In ogni caso non è necessario pensare obbligatoriamente a un impianto filtrante per il biolaghetto per piante acquatiche che, da questo punto di vista, è a tutti gli effetti un organismo che si autogestisce.

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