Il giardino giapponese: le lanterne in pietra / Mente e Corpo
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Il giardino giapponese: le lanterne in pietra

martedì 19 agosto 2014

Abbiamo già parlato della tsukubai, vasca utilizzata per preparare gli ospiti all'ingresso nella sala del tè giapponese. 

Ci sono tuttavia anche altri ornamenti dal forte sapore rituale che derivano da quella medesima, affascinantissima cultura, e che oggi, qui, diventanodecorazioni e oggetti pratici di utilizzo quotidiano. 

Lanterne di roccia

I maestri giapponesi del tè avevano inserito nel cerimoniale anche lanterne di rocce, qualora la cerimonia si svolgesse di sera e gli ospiti necessitassero di essere guidati attraverso il giardino fino alla sala da tè. Oggi, le lanterne assumono naturalmente una funzione principalmente decorativa, ma la loro antica connotazione funzionale viene mantenuta nella misura in cui le stesse non verrebbero mai installate in luoghi in cui la luce non sia necessaria. I posizionamenti convenzionali sono, per esempio, a cavallo di uno snodo, vicino a una tsukubai, sul bordo di un lago o di un ruscello, in prossimità di un ponte.

I materiali

Inizialmente le lanterne erano realizzate in bronzo, ma nel tempo i giapponese hanno favorito costruzioni in legno o pietra, affermando il loro amore per i materiali naturali, semplici e robusti. Tra i materiali che possono essere utilizzati, la pietra morbida ruvida presenta indubbiamente l’aspetto estetico migliore, ma è facilmente danneggiabile dagli agenti atmosferici, al contrario della pietra dura che è però difficile da gestire e tagliare, e pertanto molto più costosa. Le lanterne di resina sintetica trovano una buona diffusione sui tetti o sui balconi, come in tutti quegli spazi che non possano sopportare un peso eccessivo. Certo è che i materiali sintetici mostrano immediatamente, a un occhio attento, la loro inferiorità in termini di energia e sentimento. A tal proposito, ove non si possa gravare con un eccessivo peso su una superficie, si può sostituire la resina artificiale con pomice leggerissima o con il legno.

Gli stili delle lanterne

Le lanterne possono avere differenti stili, alcuni basati sulle linee dei templi buddisti mentre altri sviluppati appositamente dai maestri del tè per i propri giardini: Rikyu, Oribe, Enshu, Kasua e Sowa sono quelli più conosciuti conosciuti.

La classificazione delle lanterne

- Tachi-gata (lanterne piedistallo): sono usate principalmente nei grandi giardini perché spiccano con il loro metro e mezzo d’altezza che può addirittura raddoppiare. Le lanterne di queste  dimensioni  possono avere effetti importanti  e rischiano naturalmente di diventare il centro di tutto il giardino. Tuttavia, i problemi di spazio e il costo delle pietre hanno contributi alla loro scomparsa dai giardini privati;

- Ikekomi-gata (lanterne sepolte): si tratta di strutture prive di piedistallo perché interrate direttamente nel terreno; possono essere poste accanto alle tsukubai, ma possono essere collocate anche da sole in qualsiasi giardino;

- Oki-gata (piccoli, set di lanterne): si trovano sul bordo di un lago, oppure a lato di un percorso, o ancora in piccolo cortili di giardini. Di ridotte dimensioni e relativamente discrete, possono assumere la funzione di punti luce;

- Yukimi-gata (lanterne di segna neve): Sono lanterne con forme molto popolari e si trovano generalmente vicino a elementi d’acqua. Le loro basse posture e le loro piantane aperte conferiscono intimità, apprezzabile soprattutto nelle piccole aree. Prendono il nome dal modo delicato in cui la neve si posa sul loro tetto, che può essere rotondo o esagonale.

Parola d’ordine: semplicità

Come con tutti gli aspetti della struttura del giardino, è preferibile la semplicità: una lanterna elaborata, ricca di abbellimenti intricati, non solo è difficile da realizzare ma con ogni probabilità cozzerà con il contesto circostante di qualsiasi abitazione e giardino. La lanterna dev’essere immaginata più come un elemento rustico, magari ricavata dalle pietre disponibili nei dintorni del proprio giardino e della propria casa, e può essere ruotata in modo da gettare luce su un punto in particolare, che sia la tsukubai, una formazione rocciosa o lungo un percorso. Una lanterna scintillante, per esempio, sa creare un’atmosfera magica in una notte estiva, con la luce che trapela dalle foglie degli alberi

Le lanterne (e altre strutture alte) dovrebbero essere sistemate su basi di pietra o cemento che si estendono al di sotto della linea di gelo. Una volta fissato il piedistallo della lanterna direttamente in cima al basamento, lo si pressa a terra sino al bordo della base, assicurandosi che la lanterna sia perfettamente in verticale.

 

 

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